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Il progetto Manhattan 1945 Nella primavera del 1945 più di duemila persone lavorano a Los Alamos.
Sotto la direzione di Robert Oppenheimer, un brillante fisico teorico
che aveva introdotto la meccanica quantistica negli Stati Uniti, i migliori fisici
teorici e sperimentali si trovano ad affrontare e risolvere una serie di problemi
fondamentali per il funzionamento di una bomba a fissione. Oltre a dirigere la
cosiddetta "Divisione F" (da Fermi), che contiene quattro gruppi che si-occupano
di questioni diverse, Fermi ha il ruolo di superconsulente. Secondo la testimo-
nianza di Segrè «Fermi funzionava come una specie di oracolo a cui ogni fisico
con problemi difficili poteva rivolgersi e spesso ricevere aiuto». Poco dopo il suo
arrivo Fermi inizia a tenere lezioni su molti argomenti e verso la fine del 1945
svolgere un corso regolare di fisica dei neutroni. Gli appunti vengono presi da un
certo numero di studenti e stilati mantenendo alla lettera la presentazione di
Fermi (A Course in Neutron Physics [Lezioni di fisica dei neutroni]).
Durante il soggiorno a Los Alamos fa amicizia con John von Neumann, che ha
un ruolo fondamentale nello sviluppo dei primi calcolatori elettronici. Entrambi
condividono l'interesse per i computer. Enrico Fermi, da sempre un appassionato
di calcoli numerici, nel suo lavoro ha dato costantemente un ruolo importante a
questo tipo di applicazioni e quindi apprezza immediatamente le possibilità
aperte dai nuovi strumenti. A Los Alamos passa molte ore nella stanza dei
computer per studiarli e sperimentarli. Il 16 luglio, ad Alamogordo, viene fatta
esplodere la prima bomba atomica della storia. Fermi ha un ruolo centrale nella
supervisione di questo esperimento e nella successiva elaborazione dei dati. Fin
dal mese di maggio il nuovo Presidente Truman aveva creato una commissione
presieduta dal ministro della guerra, l'Interim Committee, con il compito di
affrontare la questione di un eventuale uso della bomba atomica. L'Interim
Committee era stato affiancato da una commissione scientifica composta da
Oppenheimer, Fermi, Lawrence e Compton, i leader scientifici del progetto,
che hanno il compito delicato di fornire consigli tecnici sull'uso dell'arma
nucleare. Dopo la resa della Germania, avvenuta l'otto maggio di questo anno,
gli scienziati impegnati nel Progetto Manhattan sono costretti a porsi concreta-
mente l'interrogativo sull'utilità di un impiego militare degli ordigni nucleari
in costruzione a Los Alamos. Nei giorni immediatamente successivi alla fine
della guerra con la Germania la responsabilità di affrontare queste questioni era
stata affidata da Arthur Compton a un Comitato formato da vari scienziati del
Metallurgical Laboratory di Chicago, presieduto da James Franck, un valente
fisico tedesco sfuggito alle persecuzioni naziste. In data 11 giugno il Comitato
aveva presentato un lungo memorandum nel quale si sconsigliava apertamente
«l'uso delle bombe nucleari per un attacco precoce contro il Giappone» e si
insisteva che fosse data una dimostrazione della bomba atomica ai capi giapponesi
in una zona disabitata, prima di fame uso militare. Oltre a sottolineare il rischio
di affrettare la corsa agli armamenti il Rapporto Franck metteva chiaramente in
evidenza come la possibilità di generare «un'ondata di orrore e di repulsione»
nel resto del mondo potesse superare « i vantaggi militari e il risparmio di vite
americane ottenuti con l'impiego senza preavviso di bombe atomiche contro il
Giappone». Il memorandum non aveva avuto alcun riscontro e quindi Szilard,
che aveva fatto parte della commissione ed era fortemente convinto che l'uso della
bomba atomica contro il Giappone potesse dare il via a una corsa agli armamenti,
170 L'opera scientifica di Enrico Fermi Luisa Bonolis

